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Alcune domande e risposte sui fertilizzanti

Cosa è un fertilizzante?

Per fertilizzante si intende qualsiasi sostanza di origine naturale o di sintesi industriale, minerale o organica che – per le sue peculiari caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche – contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno agrario, o al nutrimento delle specie vegetali coltivate.

Perché è utilizzato?

Viene utilizzato per:

  1. Fornire alle colture uno o più elementi necessari al loro sviluppo (la concimazione)
  2. Migliorare le caratteristiche fisico-meccaniche (ammendamento)
  3. Correggere eventuali anomalie di reazione (correzione)
  4. Incrementare l’attività microbica o il metabolismo vegetale (biostimolante)

Quali tipi di fertilizzanti esistono?

I fertilizzanti possono essere classificati in relazione al bisogno della pianta di uno o più elementi chimici della fertilità (principali, secondari e microelementi) e in relazione alla loro stessa natura (concimi minerali ed organici).

I fertilizzanti principali sono concimi a base di azoto, fosforo e potassio, i secondari contengono calcio, magnesio, zolfo e sodio, i microelementi sono a base di boro, manganese, zinco, rame, molibdeno, cobalto e ferro.
I concimi minerali sono prodotti naturali o di sintesi contenenti gli elementi chimici in quantità tale da essere dichiarata in etichetta. Questi ultimi sono ulteriormente distinti in:

  • Semplici (azotati, fosfatici, potassici);
  • Composti (azoto-fosfatici, azoto-potassici, fosfo-potassici, azoto-fosfo-potassici) contenenti rispettivamente uno o più elementi chimici principali della fertilità (N, P, K), in una o più forme o solubilità. Possono contenere anche elementi secondari e/o microelementi;
  • A base di elementi secondari (Ca, Mg, S, Na), possono anche contenere oligo-elementi;
  • A base di microelementi (o oligo-elementi) (B, Mn, Zn, Cu, Mo, Co, Fe), possono contenere anche elementi secondari;
  • Concimi organici, composti del carbonio di origine animale o vegetale, legati chimicamente in forma organica ad elementi principali della fertilità. Vengono pertanto distinti in: azotati e azoto-fosfatici;
  • Concimi organo-minerali, ottenuti per reazione o miscela di uno o più concimi organici con uno o più concimi minerali semplici o composti. Vengono pertanto distinti in: azotati, azoto-potassici, fosfo-potassici e azoto-fosfo-potassici.

Un ulteriore classificazione avviene in base alla modalità di distribuzione: se applicati al terreno (concimi radicali) o alla parte aerea della pianta (concimi fogliari).

Infine il mercato distingue i fertilizzanti in 3 grandi macro categorie:

Commodities:

Ne fanno parte essenzialmente i concimi minerali e rappresentano la tipologia più consistente del comparto produttivo. Questi sono prodotti sintetizzati a partire dal metano (produzione di ammoniaca, urea, acido nitrico e nitrato ammonico), dall’acido solforico e dalle rocce fosfatiche e dai sali di potassio.

Organici:

Ne fanno parte i concimi organici, gli ammendanti e i concimi organo minerali.

Speciali:

Concimi che intervengono sulle proprietà di rilascio degli elementi minerali, sulla solubilità dei preparati e sulle proprietà biostimolanti di alcuni composti organici. Si tratta di prodotti a comportamento altamente differenziato tra loro nelle rispettive categorie, ciascuna finalizzata all’ottenimento di determinate prestazioni. Le tecnologie applicate, anche qui di ordine sia chimico che biochimico/enzimatico, sono peculiari per questo settore, che richiede un alto grado di tecnologia e di specializzazione.